La città etrusca di Cerveteri sorgeva non lontano dal mare sopra un altopiano tufaceo,
isolato in gran parte da due corsi d’acqua. Fu il centro più importante dell’Etruria
meridionale tra il VII ed il VI secolo a.C., poiché divenne sede di notevoli traffici
commerciali e di rilevanti attività artistiche e culturali, aperta a mercanti ed artisti
stranieri quali Greci, Fenici e Cartaginesi.
Oggi la fama di Cerveteri è legata alla grande
necropoli monumentale (sito affiliato all’Unesco- Patrimonio Mondiale dell’Umanità) della
Banditaccia che mostra tutta la sua straordinaria importanza nelle testimonianze di
architettura funeraria, inserite in un tessuto viario che la rendono una vera e propria
“città dei morti”.
Le tombe, scavate nella roccia o costruite con blocchi di tufo, ripetono,
specie all’interno, l’architettura della casa e presentano,un corridoio fiancheggiato da
camere laterali, che immette in un grande ambiente con due o tre camere più interne. Spesso
appaiono letti funebri ricavati nella roccia, del tipo ad arca per le donne o con basso
cuscino per gli uomini, oltre, talvolta, a seggi e panchine.
I grandi sepolcri a tumulo
caratterizzano la necropoli ceretana: formati da un grande basamento circolare con cornici
sagomate, sostenente un cumulo di terra, mentre al suo interno sono ricavate una o più tombe.
Gli scavi portarono alla luce innumerevoli elementi dei corredi funerari costituiti
principalmente da vasellame, oreficerie oltre a sculture in terracotta come figurine,
urne e sarcofagi con figure sdraiate. Della pittura tombale, invece, restano scarse tracce.